Criteri di valutazione PSA: cosa guarda davvero il grader

I criteri di valutazione PSA sono spesso più complessi di quanto sembri a prima vista. Abbiamo una carta in viaggio verso PSA in questo momento. Un Luffy Borussia, edizione speciale, che a occhio nudo sembra perfetta. Angoli netti, superficie pulita, centramento che ci convince. Eppure sappiamo già che c’è margine di sorpresa, in un senso o nell’altro. Con PSA è sempre così.

Non è pessimismo. È l’esperienza accumulata di chi ha mandato abbastanza carte da capire che il pre-screening casalingo, per quanto attento, non è mai una garanzia. PSA vede la carta con strumenti e in condizioni che l’occhio nudo non replica. Quello che segue è una guida ai criteri reali che PSA usa per assegnare il voto, così almeno si parte sapendo cosa si sta cercando.

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criteri di valutazione PSA su una carta da collezione

I quattro criteri di valutazione PSA fondamentali

I criteri di valutazione PSA si basano su quattro parametri principali: angoli, bordi, superficie e centramento. Il voto finale è una sintesi di tutti e quattro, ma non è una media aritmetica: un difetto grave su uno solo dei criteri può abbassare il voto complessivo in modo significativo, anche se gli altri tre sono perfetti.

Capire il peso relativo di ciascun criterio, e soprattutto capire dove si nascondono i difetti meno visibili, è quello che distingue chi seleziona bene da chi manda tutto sperando nel meglio.

Angoli: il primo sguardo

Gli angoli sono il punto di partenza di qualsiasi valutazione. Sono l’area più vulnerabile di una carta durante la manipolazione, il trasporto e lo stoccaggio, e PSA li esamina con attenzione perché i danni agli angoli sono quasi sempre irreversibili e immediati da classificare.

Un PSA 10 Gem Mint richiede angoli perfettamente netti, senza alcuna usura visibile anche sotto luce diretta. Il PSA 9 Mint tollera una debolezza molto lieve su uno dei quattro angoli, praticamente invisibile a occhio nudo in condizioni normali. Dal PSA 8 in giù il deterioramento diventa progressivamente più evidente.

Il problema pratico è che certi danni agli angoli emergono solo con luce radente a bassa incidenza. Una carta che sembra perfetta sotto la luce del soffitto può mostrare micro-usure su uno o più angoli quando viene illuminata lateralmente. Questo è il passaggio che molti saltano nel pre-screening casalingo, e spesso è quello che fa la differenza tra un 9 e un 10.

Bordi: il dettaglio che si sottovaluta

I bordi vengono dopo gli angoli ma sono spesso più insidiosi, perché i loro difetti sono distribuiti su una superficie più lunga e meno immediata da ispezionare.

PSA cerca sbavature di stampa, micro-scheggiature, irregolarità nel taglio e usura lineare lungo i quattro lati. Le carte Pokémon moderne hanno spesso un bordo bianco che rende i difetti immediatamente visibili, anche quelli minimi. Le carte più vecchie con bordi scuri o illustrazioni che raggiungono il margine rendono invece più difficile il pre-screening autonomo, perché i difetti si mimetizzano con il colore di fondo. I criteri PSA però non cambiano: un difetto resta un difetto indipendentemente da quanto sia visibile a occhio nudo.

Un bordo con una piccola sbavatura di fabbrica, presente dalla produzione, non è considerato un danno da manipolazione ma può comunque abbassare il voto. È uno dei casi in cui il difetto non dipende da come avete conservato la carta, e PSA non fa eccezioni per questo.

Superficie: dove si nasconde il terno al lotto

La superficie è il criterio più difficile da valutare in autonomia e, nella nostra esperienza, quello che riserva più sorprese.

PSA esamina fronte e retro della carta cercando graffi, impronte, perdita di lucentezza, segni di usura, e quello che nel gergo del grading si chiamano print defects: difetti di stampa presenti dalla fabbrica, indipendenti dalla conservazione. Tra questi, i più comuni sulle carte Pokémon sono i puntini bianchi sul retro.

I puntini bianchi sono micro-imperfezioni nella stampa del retro della carta, spesso invisibili in condizioni di luce normale ma evidenti sotto luce diretta e lente di ingrandimento. Non derivano da un danno: escono dalla fabbrica così. PSA li considera e li pesa nella valutazione della superficie, e su carte che ambiscono al PSA 10 possono fare la differenza. È uno dei motivi per cui il pre-screening domestico ha un limite strutturale: senza attrezzatura adeguata, certi difetti di stampa non si vedono.

I graffi in superficie sono l’altro grande capitolo. Possono essere sottilissimi, visibili solo a certe angolazioni, e bastano per abbassare il voto di uno o due punti. Ogni volta che una carta viene estratta da una sleeve in modo non perfettamente verticale, ogni volta che viene appoggiata su una superficie non pulita, rischia di accumulare micro-graffi che da vicino PSA vede chiaramente.

Centramento: la misura che non perdona

Il centramento è l’unico criterio che PSA misura con parametri numerici precisi, pubblicati ufficialmente nella sua grading scale. Le soglie variano tra fronte e retro della carta, e non sono simmetriche.

Sul fronte, un PSA 10 Gem Mint richiede un centramento entro circa 55/45, con una tolleranza che PSA stessa definisce approssimativa e che può arrivare al 60/40 in casi di forte eye appeal. Sul retro la tolleranza è invece molto più ampia: PSA accetta fino al 75/25, riconoscendo che il retro delle carte ha spesso varianze di stampa strutturalmente più elevate. Per il PSA 9 la soglia sul fronte sale al 60/40, con un ulteriore margine del 5% che PSA applica discrezionalmente su carte con eye appeal particolarmente forte.

Questo significa che il centramento non è una soglia assoluta e meccanica come sembra. C’è una componente soggettiva legata all’eye appeal che PSA si riserva esplicitamente il diritto di applicare. Una carta tecnicamente fuori soglia di qualche punto può passare se il grader ritiene che l’aspetto complessivo lo giustifichi. E una carta tecnicamente in soglia può non passare se l’effetto visivo dello sbilanciamento è particolarmente marcato.

Per il pre-screening autonomo, il centramento resta uno dei pochi criteri valutabili con un minimo di metodo anche senza attrezzatura: misurare i bordi con una riga permette di escludere i pezzi chiaramente fuori soglia prima di spedire. Non garantisce il voto, ma riduce i casi ovvi.

Tra tutti i criteri di valutazione PSA, il centramento è probabilmente quello che un collezionista può verificare con maggiore facilità prima della spedizione.

criteri di valutazione PSA riassunto

Il pre-screening ha un limite reale

La verità scomoda è che il pre-screening casalingo, anche fatto bene, non è una garanzia. PSA lavora con illuminazione controllata, lenti di ingrandimento e anni di esperienza su milioni di carte. Certi difetti di superficie e certi puntini di stampa emergono solo in quelle condizioni.

Non è un caso che esistano graders professionisti che fanno pre-screening per conto terzi prima della spedizione a PSA. Non è un servizio per chi non sa guardare una carta: è un servizio per chi sa che i propri occhi, in condizioni domestiche, non bastano per alcune categorie di difetti.

Vale la pena sapere che Beckett, l’altra grande casa di grading internazionale, applica criteri di valutazione strutturalmente diversi e considerati da molti collezionisti più rigorosi e trasparenti nel metodo. È un confronto che merita un approfondimento dedicato, che faremo in un articolo separato.

Per ora, per proteggere le carte candidate al grading durante l’attesa, la combinazione giusta è: inner sleeve Perfect Size e toploader rigido per la conservazione quotidiana. Al momento della spedizione il toploader va sostituito con un Card Saver semi-rigido, come spieghiamo nella guida agli accessori per il grading. Ogni contatto non necessario con la superficie, in qualsiasi fase, è un rischio che non vale la pena correre.

Mandare una carta a PSA con la consapevolezza di cosa viene valutato non garantisce il voto che volete. Ma riduce le sorprese. E nel grading, ridurre le sorprese è già un risultato.

Se stai preparando la tua prima spedizione, leggi anche la nostra guida su come imballare e spedire le carte al grading PSA: dal materiale che usiamo alle istruzioni ufficiali PSA, tutto quello che serve per far arrivare le tue carte intatte.

Conoscere i criteri di valutazione PSA non garantisce un PSA 10, ma permette di selezionare meglio le carte e ridurre gli errori più comuni durante il pre-screening.

Chi siamo

Federico & Alessandro

SealedVault.it

Si conoscono da quando avevano 14 anni. Si sono incontrati attorno a un tavolo di Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering e da allora la passione per i giochi non li ha mai abbandonati. Cresciuti con Pokémon sul Game Boy, hanno vissuto dall’interno ogni fase di questo mondo: le partite, gli scambi, il gioco competitivo, il collezionismo. Oggi il loro focus è su carte gradate e box sealed, con la competenza di chi conosce questa passione da trent’anni. SealedVault.it è il posto dove condividono quello sguardo.

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