I set Pokémon più brutti sono spesso ricordati più per le loro scelte di design che per il loro valore collezionistico. Alcuni hanno introdotto idee innovative, altri hanno semplicemente sacrificato l’illustrazione in favore della rarità o dell’effetto visivo.
Il GCC Pokémon ha prodotto alcune delle illustrazioni più belle mai stampate su un cartoncino. Lo diciamo senza riserve: c’è roba in questo gioco che regge il confronto con qualsiasi altro medium illustrativo. E proprio per questo, quando il design va storto, fa male in modo proporzionale. Non è fastidio generico: è il senso preciso di uno spreco.
La community lo sa. Su Reddit, Pokebeach, nei gruppi di collezionisti, ci sono discussioni periodiche sui set e sugli stili visivi peggiori della storia del gioco. Alcune posizioni sono quasi unanimi. Altre dividono. Quello che accomuna quasi tutti i giudizi negativi non è il gusto personale fine a sé stesso: è la sensazione che in certi momenti il GCC Pokémon abbia tradito la propria natura visiva per inseguire qualcosa di sbagliato. Vediamo i casi più evidenti.

I Gold Secret Rare di Sun & Moon: uno dei set Pokémon più brutti?
Molti collezionisti li considerano tra i set Pokémon più brutti dal punto di vista estetico.
Era Sun & Moon, tra il 2017 e il 2019. I Gold Secret Rare vengono introdotti come il vertice della rarità in ogni set: numerazione fuori scala, finitura dorata su tutta la superficie, posizione da chase card assoluta. Sulla carta, un’idea ambiziosa. Nel risultato pratico, uno dei problemi estetici più documentati nella storia recente del gioco.
Il problema è strutturale: la texture dorata copre l’illustrazione. Il Pokémon c’è, tecnicamente, ma è sepolto sotto una patina metallica che livella tutto sullo stesso tono. La community lo ha descritto in modo efficace come la carta “rara in cui non si vede niente”. Non è un’esagerazione: su certi esemplari, senza una luce diretta angolata nel modo giusto, il soggetto è praticamente irriconoscibile.
Il paradosso è evidente: la carta più rara del set è quella con il minor contenuto illustrativo. Il design premia la finitura invece dell’immagine. Per chi colleziona per illustrazione, questa è una contraddizione difficile da ignorare: stai comprando una superficie, non un’opera. Il mercato le ha pagate profumatamente lo stesso per anni, il che dice tutto su come il valore percepito del GCC sia spesso sganciato dalla qualità visiva reale.
Il set Detective Pikachu: il realismo che non appartiene a questo gioco
Nel 2019, in concomitanza con l’uscita del film, viene stampato un set dedicato a Detective Pikachu. Le carte usano render fotorealistici presi direttamente dai character design del film: Pokémon con pellicce visibili, texture organiche, proporzioni che strizzano l’occhio al naturalismo. L’idea, probabilmente, era capitalizzare sull’hype del film con un prodotto visivamente coerente con esso.
Ancora oggi viene citato tra le carte Pokémon più brutte dagli appassionati del lato artistico del GCC.
Il risultato è esteticamente estraneo al linguaggio del GCC. Le carte di Pokémon funzionano perché sono illustrazioni, non fotogrammi. Hanno una distanza stilizzata dal soggetto che è parte del contratto visivo implicito tra il gioco e chi lo guarda. Portare dentro quella griglia dei render fotorealistici non aggiunge niente: toglie. Toglie la coerenza, toglie la firma artistica, toglie la sensazione che ci sia una persona dietro l’immagine con un punto di vista preciso.
È brutto in modo diverso rispetto ai Gold Secret Rare. Lì il problema era tecnico, un design che sacrificava la visibilità per la finitura. Qui è concettuale: la scelta di usare un linguaggio visivo sbagliato per il contesto. La community lo ha respinto con nettezza, e non è difficile capire perché. Guardare una Jigglypuff fotorealistica accanto a qualsiasi carta di Komiya o di Arita è sufficiente per capire quanto quel set sembrasse fuori posto.
I BREAK Evolution: la carta che si legge di lato
Era XY, 2015. The Pokémon Company introduce le BREAK Evolution come nuovo livello di evoluzione con un formato visivo completamente diverso: la carta è orizzontale, con una banda dorata neon che occupa buona parte della superficie, e va tenuta di lato per essere letta. Su un mazzo da gioco, in mezzo a carte verticali, crea un’incoerenza visiva difficile da ignorare.
La community le odia con una certa uniformità, ma con la consapevolezza che siano un caso limite dichiarato: non sono brutte per sciatteria, sono brutte perché la scelta stilistica era sbagliata alla radice. Il neon dorato su fondo trasparente, il formato orizzontale obbligato, il modo in cui la carta rompe qualsiasi coerenza dentro un binder. Il motivo principale riguarda il design delle carte Pokémon, che rompe completamente la coerenza visiva del gioco. È un errore di sistema, non di esecuzione singola. Su questo c’è poco da discutere: sono tra le carte meno apprezzate esteticamente di tutta la storia del gioco, e il fatto che siano state abbandonate rapidamente suggerisce che anche internamente qualcuno se ne fosse accorto.
Il CGI industriale: quando l’illustrazione scompare
Il caso più diffuso, e forse il più sottovalutato nella conversazione pubblica, non riguarda un set specifico ma uno stile che ha attraversato interi anni del gioco: il CGI prodotto da studi come 5ban Graphics e PLANETA, usato massicciamente nell’era XY, Sun & Moon e in parte Sword & Shield.
Le carte prodotte con questo approccio seguono uno schema preciso: render tridimensionale del Pokémon, posa d’attacco, sfondo generico con esplosione di energia o paesaggio neutro, nessuna firma artistica riconoscibile. La community le descrive come “bland” e “soulless”, e qualcuno ha aggiunto un’osservazione che funziona: non hanno abbastanza personalità nemmeno per essere brutte nel senso pieno del termine. Sono semplicemente vuote.
Il problema non è il CGI in sé, ma il design delle carte Pokémon quando perde qualsiasi identità artistica: ci sono render tridimensionali nel GCC Pokémon che funzionano bene, quando c’è una regia visiva dietro. Il problema è il CGI industriale, prodotto in serie per riempire le slot di rarità intermedie senza una direzione artistica coerente. Per chi si è avvicinato al collezionismo per illustrazione, queste carte sono invisibili: non le cerchi, non le ricordi, non le riconosci a un anno di distanza.
Perché il design delle carte Pokémon conta più della rarità
C’è una tentazione facile quando si parla di design nel GCC Pokémon: concludere che non importa granché, visto che il mercato ha premiato regolarmente carte esteticamente discutibili. I Gold Secret Rare di Sun & Moon valevano cifre importanti. Le BREAK erano difficili da ignorare sui prezzi delle collection box al momento dell’uscita. Il set Detective Pikachu ha venduto bene sull’onda del film.
Ma il mercato misura la domanda nel breve periodo, non il valore nel tempo. Le carte che reggono negli anni, quelle che finiscono nelle collezioni più curate e nei binder con un’identità precisa, sono quasi sempre quelle con un’illustrazione forte dietro. Non necessariamente le più rare: quelle con più personalità visiva. Le Gold Secret Rare di Sun & Moon sono sparite dalla conversazione collezionistica non appena il formato è stato abbandonato. Le Illustration Rare di Scarlet & Violet, che mettono al centro l’illustrazione invece della finitura, sono diventate il formato di riferimento per chi colleziona per firma artistica.
Il design conta perché è l’unica cosa che rimane quando la rarità del momento diventa storia. Una carta con un’illustrazione mediocre non diventa bella con il tempo. Una carta con un’illustrazione forte non la perdi di vista nemmeno dopo vent’anni. Per un’inner sleeve Perfect Size che vale la pena comprare devi avere qualcosa dentro che valga la pena conservare. E il design è esattamente questo: il motivo per cui una carta merita di stare in una collezione invece che in un cassetto.
Il GCC Pokémon è al momento in una fase visivamente tra le più interessanti della sua storia. Le Illustration Rare, le Special Illustration Rare, la direzione artistica di Scarlet & Violet hanno rimesso al centro l’illustrazione come valore primario. I casi che abbiamo visto sopra non sono solo storia: sono il parametro di riferimento per capire cosa succede quando quella direzione si perde. Riconoscerli serve a capire cosa si sta cercando quando si costruisce una collezione con un’identità.
Se vuoi capire quali illustratori stanno definendo la direzione visiva del GCC oggi, leggi la nostra guida completa agli illustratori Pokémon da conoscere.
Quali sono le carte Pokémon più brutte?
Tra gli esempi più citati dalla community troviamo le Gold Secret Rare di Sun & Moon, le BREAK Evolution, il set Detective Pikachu e molte carte CGI realizzate da studi come 5ban Graphics. Le opinioni restano soggettive, ma questi esempi ricorrono spesso nelle discussioni tra collezionisti.
Chi siamo
Federico & Alessandro
SealedVault.it
Si conoscono da quando avevano 14 anni. Si sono incontrati attorno a un tavolo di Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering e da allora la passione per i giochi non li ha mai abbandonati. Cresciuti con Pokémon sul Game Boy, hanno vissuto dall’interno ogni fase di questo mondo: le partite, gli scambi, il gioco competitivo, il collezionismo. Oggi il loro focus è su carte gradate e box sealed, con la competenza di chi conosce questa passione da trent’anni. SealedVault.it è il posto dove condividono quello sguardo.
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