La notizia è uscita ieri e ha girato parecchio: circa 800 carte pokemon sequestrate da ADM e Guardia di Finanza in tre negozi tra Perugia, Terni e Foligno. Titoli tipo “carte false sequestrate” ovunque. Peccato che la storia vera sia leggermente diversa, e molto più interessante da capire.
Le carte non erano false nel senso in cui lo intendiamo noi collezionisti. Erano probabilmente autentiche. Il problema era un altro.
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Cosa è successo davvero: Japan only, non repliche
Le carte sequestrate riportavano scritto in etichetta, in inglese, qualcosa del tipo: “La vendita o l’esportazione di questo prodotto al di fuori del Giappone è severamente vietata”. Prodotti Japan only, quindi. Carte prodotte da The Pokémon Company per il solo mercato giapponese, importate e rivendute in Italia senza le autorizzazioni necessarie e senza rispettare i requisiti europei: marchio CE, istruzioni in italiano, identificazione del distributore.
Dal punto di vista tecnico sono prodotti originali. Dal punto di vista legale non avrebbero dovuto essere lì.
Questa distinzione mi sembra importante da fare perché molta gente ha letto “sequestrate carte Pokémon” e ha pensato a patacche. Non è così. E per noi che seguiamo il mercato da anni, la differenza conta.
Perché succede e chi ci rimette
Le carte Japan only finiscono nei negozi generalisti attraverso canali di importazione grigia. Qualcuno le compra all’ingrosso in Giappone o tramite intermediari asiatici, le porta in Italia e le rivende senza curarsi delle normative europee. Succede perché c’è domanda, perché è difficile da controllare e perché i margini sono interessanti.
Chi ci rimette, alla fine, è quasi sempre il cliente finale. Compra qualcosa senza sapere da dove viene, senza tutele come consumatore, e spesso senza nemmeno rendersi conto che quel prodotto non dovrebbe essere sul mercato italiano. A volte paga anche di più perché “è giapponese” e non sa che quel prodotto specifico non è pensato per essere esportato.
I negozi specializzati che lavorano con distributori autorizzati invece no: loro devono garantire conformità, tracciabilità e tutto il resto. È uno dei motivi per cui comprare da canali seri ha senso, non solo una questione di fiducia.
La regola pratica che uso sempre
Quando entro in un negozio che non conosco e vedo carte Pokémon in vendita, la prima cosa che guardo è l’etichetta. Se le istruzioni sono solo in inglese o in giapponese, se manca il marchio CE, se non c’è un distributore europeo identificato sulla confezione: prodotto fuori canale. Non necessariamente falso, ma acquistato senza nessuna garanzia.
Per chi invece compra singole o slab e vuole capire se ha in mano qualcosa di autentico o meno, stiamo preparando delle succose guide che parleranno proprio di questo: come riconoscere una carta Pokémon falsa e come riconoscere una slab PSA falsa.
E quando si aprono le bustine, qualunque sia la provenienza, la prima cosa da fare è proteggere quello che viene fuori. Una inner sleeve Perfect Size direttamente sulla carta appena estratta costa pochissimo e vale sempre.
Aggiornamento: seguiremo eventuali sviluppi dell’operazione.
Chi siamo
Federico & Alessandro
SealedVault.it
Si conoscono da quando avevano 14 anni. Si sono incontrati attorno a un tavolo di Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering e da allora la passione per i giochi non li ha mai abbandonati. Cresciuti con Pokémon sul Game Boy, hanno vissuto dall’interno ogni fase di questo mondo: le partite, gli scambi, il gioco competitivo, il collezionismo. Oggi il loro focus è su carte gradate e box sealed, con la competenza di chi conosce questa passione da trent’anni. SealedVault.it è il posto dove condividono quello sguardo.
