Romics 2026: il nostro report 

Flixbus da Napoli, poi un regionale da Tiburtina fino a Fiera Roma. Non è il viaggio più elegante del mondo, ma funziona, ed è quello che abbiamo fatto domenica per arrivare al Romics 2026. Prima volta per noi lì, dopo anni di Comicon e Lucca. Curiosità alta.

Spoiler: è stata una bella giornata. Con qualche nota stonata che vale la pena raccontare, perché le fiere si giudicano anche su quelle.

romics 2026 opinioni finali

L’ingresso: la scalinata virale e poi via

Arrivati a Fiera Roma la situazione fuori era quella che ci si aspetta: gente ovunque, fila, l’energia un po’ caotica che hanno sempre questi eventi all’inizio. C’era la scalinata che ha girato molto sui social nelle ore precedenti, piena di persone in costume, un casino ordinato nel modo giusto.

I controlli sono stati rapidi e scorrevoli. Nessun ingorgo vero, siamo entrati senza perderci troppo tempo. Punto a favore dell’organizzazione.

Il problema è arrivato dopo. I padiglioni non erano tematizzati in modo chiaro: numeri sì, ma senza un’indicazione del tipo “qui trovi le carte” o “qui trovi i fumetti”. Chi entra per la prima volta ci mette un po’ a orientarsi. Noi ci abbiamo messo un po’. Non è un dramma, ma un sistema di segnaletica tematica più leggibile farebbe la differenza.

Il padiglione carte: quello che volevamo trovare

Il primo padiglione che abbiamo trovato era fondamentalmente dedicato alle carte. Era quello per noi, ovviamente. Stand di varia dimensione, binder in bella mostra, booster box impilate, qualche slab in teca. Il classico.

Poi abbiamo scoperto che le carte erano distribuite anche in altri padiglioni, in stand più piccoli sparsi un po’ ovunque. E in un padiglione completamente diverso, quello che internamente abbiamo soprannominato la “mongolfiera dell’esercito” per via della struttura, c’erano gli stand dei content creator. Lì abbiamo trovato quello di Steven Basalari e quello di CiccioGamer89.

CiccioGamer89 è stata la sorpresa della giornata. Lo stand era pieno, l’atmosfera era quella di chi ama davvero quello che fa, e i prezzi erano totalmente in linea con cardmarket molto più di quanto ci aspettassimo, ma con la comodità come detto nell’articolo di venerdì, di poterci mettere le mani sopra. Non abbiamo comprato lì per motivi di momento (il budget era ormai agli sgoccioli), ma se tornassimo sarebbe uno dei primi posti dove andare.

Acquisti: le promo di Fede e i box di Alessandro

Le fiere per noi hanno sempre avuto un senso specifico: non il posto per i migliori prezzi in assoluto, ma il posto dove vedi la carta dal vivo, la tieni in mano, tratti con chi sa quello che ha. E su questo il Romics ha retto.

Io stavo cercando alcune promo specifiche per un mio progetto. Le fiere sono uno dei pochi posti dove certi pezzi girano dal vivo senza dover aspettare spedizioni, fidarsi di foto o pagare fastidiose spedizioni e commissioni, pagando la carta e basta. Ne ho trovate alcune interessanti e sono uscito soddisfatto.

Alessandro invece aveva in testa qualcosa di più preciso: cercava alcuni box che non riesce a trovare facilmente, tra cui quello cinese con il set dei quattro Pikachu. Lo ha trovato. Missione compiuta.

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La cosa che ci ha fatto girare le scatole

Prezzi non esposti. Stand con le carte in bella vista e nessun numero scritto da nessuna parte. Ti avvicini, chiedi, e aspetti la risposta.

Non ci piace. E non ci piace per una ragione precisa: quella dinamica ti dà la sensazione, fondata o meno, che il prezzo possa variare a seconda di chi sei, di come sei vestito, di quanto sembri esperto. In un contesto dove la fiducia è tutto, quella trasparenza mancante è un segnale che notiamo sempre.

Non diciamo che succeda davvero. Diciamo che non dovrebbe nemmeno sembrare possibile. Una targhetta con il prezzo scritto costa zero e toglie ogni ambiguità. Gli stand che lo fanno li rispettiamo di più, a prescindere dal prezzo effettivo.

Il cibo. No, davvero, il cibo.

Fiera Roma è bellissima come spazio. I prezzi del cibo e delle bevande all’interno no. Non aggiungiamo altro perché chiunque ci sia stato sa già di cosa stiamo parlando. Venite preparati, oppure uscite e rientrate se la logistica lo permette.

Torneremmo?

Sì. Il Romics ha una sua identità, una densità di contenuti reale, e per le carte offre opportunità concrete che online non trovi nello stesso modo. Il padiglione principale era ben fornito, gli stand dei creator erano una bella sorpresa, e la giornata nel complesso è stata esattamente quello che speravo fosse.

L’anno prossimo con più orientamento iniziale e uno zaino pieno di snack portati da casa.

Se state pianificando di andare a una fiera e volete capire quando conviene comprare carte Pokémon dal vivo rispetto a farlo online, avevamo scritto la nostra guida prima di partire: conviene comprare carte Pokémon al Romics?.

Chi siamo

Chi siamo

Federico & Alessandro

SealedVault.it

Si conoscono da quando avevano 14 anni. Si sono incontrati attorno a un tavolo di Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering e da allora la passione per i giochi non li ha mai abbandonati. Cresciuti con Pokémon sul Game Boy, hanno vissuto dall’interno ogni fase di questo mondo: le partite, gli scambi, il gioco competitivo, il collezionismo. Oggi il loro focus è su carte gradate e box sealed, con la competenza di chi conosce questa passione da trent’anni. SealedVault.it è il posto dove condividono quello sguardo.

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