Gigacon Caserta 2026: due giorni tra carte, prezzi e un’isola felice

Nei giorni che precedevano Gigacon Caserta 2026, il problema non erano le carte da cercare né i prezzi da confrontare: era riuscire ad arrivare a Caserta. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio aveva portato blocchi anche sull’A1 e, in Campania, distributori senza carburante e lunghe code, soprattutto a Napoli. Per noi arrivare alla fiera era diventato un’incognita, e abbiamo temuto per la tenuta dell’edizione. Poi siamo entrati, accreditati come stampa, e per due giorni abbiamo avuto davanti tutta un’altra storia.

Gigacon si è tenuta sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 all’A1 Expò, il Polo Fieristico di Caserta, e noi c’eravamo per entrambi i giorni. Siamo Federico e Alessandro, e questo è il report di Gigacon che avevamo promesso agli organizzatori dopo il nostro articolo di presentazione. Lo scriviamo da collezionisti prima che da cronisti: quello che ci è piaciuto, quello che abbiamo comprato, quello che non ha funzionato. Dove possibile distinguiamo ciò che abbiamo visto di persona da ciò che ci è stato raccontato.

Copertina del reportage Gigacon Caserta 2026 con logo della fiera, carte Pokémon e marchio SealedVault.it.

Gigacon Caserta 2026: un’isola felice, con i problemi rimasti fuori

La prima cosa che ci è rimasta addosso è il contrasto. Fuori c’era il disagio di quei giorni nel Sud Italia, con trasporti e carburante in difficoltà. Dentro c’era una folla compatta, unita dalla stessa passione, e per due giorni sembrava che il resto fosse rimasto oltre l’ingresso.

È un’impressione nostra, ma l’affluenza che abbiamo visto era importante: trovare posto non è stato semplice, nonostante l’enorme parcheggio esterno, che resta uno dei veri punti di forza della sede.

Carte Pokémon a Gigacon: più di quanto ci aspettassimo

Gigacon non nasce come fiera dedicata al TCG, ed è per questo che la presenza delle carte ci ha sorpreso. A occhio, circa il 60% degli stand ne aveva: alcuni erano negozi specializzati, altri vendevano un po’ di tutto, qualcuno proponeva soprattutto album. È una stima fatta camminando, non un conteggio. La maggior parte dell’offerta era Pokémon, e non ci si limitava a vendere: gli stand compravano, e abbiamo visto molte persone scambiarsi le carte.

Per chi ha scoperto le novità parlando con il proprietario del negozio di fiducia, vedere tanti banchi pieni in una fiera nata altrove è un promemoria utile: il collezionismo fisico non è sparito, ha solo cambiato indirizzo.

Quando conviene girare

Nei corridoi più stretti camminare era difficile, come in ogni fiera che si rispetti, ma gestibile. Dopo le 17, con l’inizio degli eventi principali nel main stage, il flusso si è alleggerito e si poteva finalmente cercare con più tranquillità. Se andate per le carte, è la fascia oraria che sceglieremmo.

Prezzi carte in fiera: cosa abbiamo visto e come leggerli

Non esiste un prezzo di fiera. Abbiamo visto cartellini sballati e carte molto popolari proposte ai minimi di Cardmarket. Prima di dire se un prezzo è buono bisogna però chiarire cosa si sta confrontando: il minimo di Cardmarket cambia con lingua, condizione, variante e disponibilità, e online si aggiunge la spedizione.

Il Mew 152/128 e quindici minuti di attenzione

Il Mew 152/128 portato a casa dopo quasi quindici minuti di osservazione

Federico sta completando il set del 30esimo anniversario e ha trovato il Mew 152/128 quasi al minimo di Cardmarket. Prima di procedere ha guardato la carta per quasi quindici minuti, un tempo di osservazione che con un annuncio online non si ha e che per noi è il vero vantaggio di un banco di fiera. Costare quasi quanto il minimo non basta a fare un affare: lo diventa se la carta ha la condizione che ci si aspetta e se il confronto è fatto a parità di lingua e variante.

Un consiglio pratico che sembra banale: se andate in fiera con l’idea di comprare, portate sleeve e toploader. Noi usiamo i toploader Ultra Pro classici, perché una singola pagata bene e infilata in tasca senza protezione perde in fretta il motivo per cui l’avete scelta.

La logica dell’esca, secondo alcuni espositori

Una chiacchierata a uno stand ci ha spiegato molto su come ragionano certi espositori. Ci hanno detto che alcune carte, in fiera, non sono pensate per essere vendute: fanno da esca. Qualcuno passeggia, la nota, si ferma per quella, e poi compra altro, e per lo stand quella sosta può valere più della vendita della carta stessa. Secondo quanto ci hanno raccontato, queste carte vengono prezzate un 25/30% sopra il mercato, così se qualcuno decide comunque di comprarle il margine è buono.

È la testimonianza degli espositori con cui abbiamo parlato, non una regola generale, e non abbiamo elementi per dire quanto sia diffusa. Aiuta però a non leggere un cartellino alto come un segnale sul valore della carta. Resta valida la nostra posizione sulle fiere: i prezzi sono mediamente più alti di quelli di Cardmarket, e su vintage e PSA il sovrapprezzo può essere giustificato dall’autenticità verificata. Per tutto il resto la regola è semplice: Cardmarket aperto prima di tirare fuori i contanti, e nessuna fretta perché qualcun altro si è fermato a guardare.

Il Growlithe di Alessandro

Il Growlithe giapponese trovato da Alessandro

Alessandro colleziona soltanto Growlithe e Arcanine giapponesi e ha trovato un Growlithe (EXS) quasi perfetto, della serie Vending, a 5€ sotto il minimo di Cardmarket. Non è una cifra enorme, ma trovare una carta così in una fiera non incentrata sul TCG non capita spesso, e per chi sa cosa cerca è la conferma che anche un evento generalista può dare soddisfazioni.

Guardare la carta dal vivo aiuta, ma non basta

L’esperienza di Alessandro è il motivo per cui diffidiamo delle foto: su Vinted ha pagato meno di 100€ un Mewtwo ex Team Rocket DRI 231 che, nonostante le immagini e il video del venditore, è arrivato come un proxy da AliExpress. Poter tenere la carta in mano prima di pagare toglie molte ambiguità, e per questo il banco di fiera ci piace. Non è però una garanzia di autenticità: serve sapere cosa guardare, e chi vuole imparare può partire dalla nostra guida per riconoscere una carta falsa.

Gli stand più grandi, infine, ci hanno sorpreso: torneremo a parlarne più approfonditamente, con la stessa trasparenza e indipendenza di sempre.
Una menzione speciale va agli amici del Tempio di Kronos, da cui abbiamo acquistato diverse carte a prezzi interessanti. Li ringraziamo per la disponibilità e per le belle occasioni che ci hanno permesso di trovare, tra cui il Mew e altre AR che hanno contribuito a completare il set di un nostro amico!

Gaming, cosplay e ospiti

L’area dedicata a retro gaming e arcade

Molto carine le due aree gaming: una dedicata al retro e agli arcade, l’altra al modern. Le code erano abbastanza brevi e si poteva giocare a tutto, cosa che in una fiera così affollata non è scontata. Tanti i cosplayer, che danno alla manifestazione un colore che gli stand di carte da soli non darebbero.

Il parco ospiti ci è sembrato carino ma non ottimo, più ridondante e più povero rispetto alla scorsa edizione. Quest’anno c’erano Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, già presenti anche l’anno scorso, insieme a Favij, Mikeshowsha e Bim Bum Bam Live. L’anno scorso però c’erano anche Giovanni Muciaccia, Yotobi e Anna Mazzamauro, e secondo noi il livello complessivo era più alto. È un giudizio nostro, legato anche ai nostri gusti, e non cambia la valutazione complessiva dell’evento, ma è il punto in cui Gigacon ha più margine per crescere.

Cosa non ha funzionato

Le critiche le facciamo volentieri, perché una fiera che funziona merita di sapere dove inciampa. L’area food era ben attrezzata, ma con un’unica cassa centrale per fare lo scontrino abbiamo visto file di quasi un’ora nell’ora di punta. Il bagno non chimico era uno solo e la coda era quasi sempre lunghissima. E nelle ore di pranzo gli spazi centrali dove stavano le bancarelle erano troppo stretti.

Sono problemi di flusso e di organizzazione, non di passione, e a nostro avviso si risolvono con più casse, più servizi e qualche metro in più tra i banchi. Chi viene per le carte sopporta una coda, ma un’ora di fila per mangiare pesa sull’esperienza più di un cartellino sballato.

A chi consigliamo Gigacon

Assolutamente agli appassionati di carte: tra stand specializzati, scambi, singole e un’affluenza che ha reso viva la fiera, c’è molto da guardare e da portare a casa. La consigliamo anche a chi vuole provare giochi retro e modern senza lunghe attese. Chi cerca soprattutto un parco ospiti di grande richiamo, o vuole pranzare con calma, potrebbe restare deluso.

Noi torneremo, per vivere insieme a tutti gli altri un weekend dedicato alle nostre passioni. Una fiera non vi dice quanto vale una carta: vi lascia il tempo di guardarla, e il resto lo fate voi, con Cardmarket aperto e un po’ di pazienza. Se, come Federico, state completando il set del 30° anniversario, prima di spendere un euro consultate il nostro calendario delle uscite Pokémon del 30° anniversario.

Chi siamo

Federico & Alessandro

SealedVault.it

Si conoscono da quando avevano 14 anni. Si sono incontrati attorno a un tavolo di Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering e da allora la passione per i giochi non li ha mai abbandonati. Cresciuti con Pokémon sul Game Boy, hanno vissuto dall’interno ogni fase di questo mondo: le partite, gli scambi, il gioco competitivo, il collezionismo. Oggi il loro focus è su carte gradate e box sealed, con la competenza di chi conosce questa passione da trent’anni. SealedVault.it è il posto dove condividono quello sguardo.

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